Al Porto Antico di Genova si nasconde un piccolo museo dai grandi contenuti.

 

A due passi dall’Acquario, nel quartiere del Molo, posizionato sulle antiche mura di Malapaga, ha sede il Museo di Etnomedicina Antonio Scarpa, curato ed allestito dall’Università di Genova.

https://www.etnomedicina.unige.it/

Antonio Scarpa condusse numerosi viaggi di ricerca in tutto il mondo studiando le cure delle malattie in uso nelle civiltà incontrate.

Decise di allestire un “Museo di Etnomedicina”  grazie ai tantissimi oggetti raccolti e le risultanze degli studi da lui condotti.

Dopo la sede di Piazzola sul Brenta, provincia di Padova, e le numerose mostre etnomediche organizzate in varie città italiane, sempre con l’obiettivo di far conoscere la disciplina e di promuovere l’allestimento di un Museo in una sede definitiva, nel 1972 le collezioni furono trasferite a Genova presso l’istituto di Antropologia fisica dell’Università di Genova in Via Balbi.

Nel 2020 il museo viene trasferito nella sede attuale.

Ad accompagnarci in questa meravigliosa visita è stato Antonio Guerci, antropologo di fama internazionale, Conservatore del Museo.

Prima suo allievo e successivamente suo collega ha per anni collaborato con Scarpa accompagnandolo nei suoi viaggi di ricerca e aiutandolo a catalogare il suo immenso patrimonio fatto di immagini, reperti antichi, strumenti ecc.

La visita si è rivelata un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso le usanze antiche e spesso ancora oggi seguite dalle popolazioni dei più remoti angoli della terra.

Alla base ci sono conoscenze millenarie tramandate secondo tradizioni che ancora oggi resistono o che hanno fatto parte del nostro remoto passato.

Spesso quelle che agli occhi dei visitatori appaiono come curiosi atti scaramantici, in realtà sono metodologie applicate per la cura del corpo e della mente sulla base di conoscenze naturalistiche e pratiche empiriche, che hanno caratterizzato la storia della medicina di svariate etnie.

Questo museo ci ha introdotto alle peculiarità e al fascino dell’antropologia ossia la disciplina scientifica che studia l’uomo, sia biologicamente che culturalmente.

I differenti metodi curativi adottati dalle varie etnie che ci viene raccontata è un punto di vista insolito, ma molto affascinante, per rappresentare lo studio degli aspetti culturali del genere umano.

Il museo, inoltre, è lieto di poter ospitare gruppi scolastici di ogni ordine e grado programmando un’esperienza su misura per il pubblico di riferimento.

il piano terra del museo è il luogo ideale dove istituire laboratori didattici per i ragazzi delle scuole.

 

Consigliamo vivamente a tutti di programmare una visita a questo museo unico nel suo genere.

E’ necessario prenotare la visita per singoli o gruppi compilando il form al seguente link:

https://www.etnomedicina.unige.it/prenotazioni/

 

Un altro tesoro nascosto della nostra città che vale la pena scoprire ed assaporare.

Descrizione del museo

Al piano superiore, con accesso diretto da via del Molo, è allestita l’esposizione al fine di rendere accessibile al pubblico il significato dell’Etnomedicina e il contenuto del museo. La collezione di manufatti prosegue al piano inferiore.

Al piano terra è stato previsto lo spazio per seminari, laboratori e attività ludico-didattiche.

La progettazione dell’allestimento è stata studiata per permettere una certa flessibilità nel tempo e l’integrazione con sistemi multimediali.

 

Antonio Scarpa

Antonio Scarpa (etnomedico, medico periodeuta, ecologo delle malattie) nasce a Loreo, in provincia di Rovigo, il 25 marzo 1903.

Si laurea in medicina e chirurgia nell’Università degli studi di Padova nel 1927, sostenendo una tesi in Patologia esotica.

Dopo aver preso la specializzazione in pediatria, diventa assistente presso la clinica pediatrica dell’Università nella quale si è laureato.

Sarà lo studio sul fenomeno della lactatio agravidica, ovvero la possibilità da parte di anziane donne di farsi tornare il latte per nutrire neonati rimasti orfani di madre, a far prendere a Scarpa la strada dello studio dell’Etnomedicina.

Iniziano nel 1938 i suoi innumerevoli viaggi intorno al mondo dai quali riporterà oltre 2000 oggetti per lo studio e la comprensione di medicine diverse da quella di concezione moderna occidentale.

Tra i numerosi meriti del professor Scarpa vi è quello di istituire, nel 1955, la Libera docenza di Etnoiatria. Nel 1967 fonda l’Istituto Italiano di Etnoiatria presso l’Ospedale di Circolo di Varese, successivamente, nel 1980, lo trasferirà a Rapallo modificandone la denominazione in Istituto Italiano di Etnomedicina.

Il professor Antonio Scarpa si spegne a Rapallo il 18 gennaio del 2000.

Antonio Guerci

Antonio Guerci, antropologo di fama internazionale, è il Conservatore del Museo di Etnomedicina A. Scarpa e Direttore Scientifico della Cattedra Unesco in “Antropologia della salute. Biosfera e sistemi di cura”. E’ Presidente del «Comité d’orientation stratégique des Observatoires Hommes et Milieux» del  Centre national de la recherche scientifique – CNRS Parigi (Francia).

Dopo la laurea in Scienze biologiche ottenuta nel 1971, ha iniziato attività di ricerca in biologia umana e biotipologia per approdare all’etnomedicina, secondo l’insegnamento del suo maestro, prof. Antonio Scarpa.